69° Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro ANMIL

Buon Giorno, oggi, 13/10/2019 ricorre la 69° Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro.

Per noi della Passecur e per tutte le altre persone, questa giornata dovrebbe essere sempre una priorità, farci riflettere sullo stato delle cose.
Cosa è andato storto, cosa è andato bene e come possiamo risolvere e migliorare le problematiche che affrontiamo quotidianamente.

Questo video, realizzato da attori no profit su richiesta dell’ANMIL, è molto simbolico ed in un minuto e racchiude il significato del dramma, non del lieto fine fiabesco che, purtroppo, è quasi sempre scontato sul lavoro, quando le cose non vanno per il verso giusto.

La campagna di sensibilizzazione intitolata “Non raccontiamoci favole”, appositamente realizzata per l’Associazione dal regista e autore Marco Toscani per la 69ª Giornata ANMIL per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro.

Ma perché le cose non vanno per il verso giusto? Bhé la risposta non è semplice ed univoca.
Come nella maggior parte delle domande, sono molti i fattori che devono essere presi in considerazione per poter formulare una risposta che abbia un senso.

Siamo ormai, abituati a piangere e fare spallucce quando succede un incidente sul lavoro, a volte sentiamo commenti come “…è stato sfortunato…”, “…purtroppo in quel lavoro si sa che è pericoloso…”;
Giustificazioni che fanno solamente aumentare la rabbia e l’indignazione delle persone più vicine, oltre che a noi addetti ai lavori.

Spesso noi vediamo gli effetti dei danni, ma non riusciamo a risalire alle cause, quando ci riusciamo invece, potrebbe succedere che ci si accorge che sarebbe potuto bastare veramente poco per evitare l’incidente.

Questo crea sconforto perché si evince che abbiamo un grosso problema culturale. Siamo a fine 2019, eppure le statistiche parlano chiaro:
Sono aumentati il numero di incidenti sul lavoro in proporzione alla quantità di lavoro.

Non possiamo spiegare in un solo articolo perché succede ciò, possiamo però notare che la qualità del lavoro non sta aumentando, anzi.
Possiamo dire che la società che abbiamo costruito, ci costringe ad essere sempre più competitivi e proporre lavori sempre più al ribasso, a danno chiaramente di tutto il tessuto sociale ed economico.
La salute e sicurezza che è un diritto inalienabile dell’uomo, viene vista come un intoppo per la maggior parte delle aziende, un mero adempimento legislativo. Crediamo non ci sia concezione più sbagliata. Vero che molti piccoli imprenditori che hanno a cuore la salute loro e dei propri dipendenti, quando ne hanno, non posseggono i mezzi necessari per auto tutelarsi; se lo facessero, potrebbero correre un rischio troppo alto di non portare il pane a casa per sopravvivere.
Conosco molti imprenditori che si svegliano alle 4 del mattino, rimboccandosi le maniche e cercando di fare il possibile per portare a buon fine la giornata; molti di loro, spesso guadagnano meno dei propri dipendenti.

Ho sentito una improbabile sequela di soluzioni più disparate per risolvere questo annoso problema.

Oggi, come riportato dall’ANSA, il presidente della repubblica, Mattarella, dice :
“La sicurezza di chi lavora è una priorità sociale ed è uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza.
Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte. Le istituzioni e la comunità nel suo insieme devono saper reagire con determinazione e responsabilità…
Sono stati compiuti importanti passi in avanti nella legislazione, nella coscienza comune, nell’organizzazione stessa del lavoro.
Ma tanto resta da fare per colmare lacune, per contrastare inerzie e illegalità, per sconfiggere opportunismi…Serve un’azione continua, rigorosa, di prevenzione.
L’applicazione e il rispetto delle norme va accompagnata a una corretta attività di vigilanza cui devono essere assicurate le risorse necessarie…
Iniziative come quelle che si promuovono oggi in tutto il territorio nazionale – prosegue Mattarella rivolgendosi all’Anmil – accrescono la consapevolezza del valore della formazione.
Tutti, dai dirigenti dell’impresa ai singoli lavoratori, sono chiamati a prestare la giusta attenzione al rispetto delle norme e degli standard più avanzati e l’impegno comune è condizione per raggiungere il traguardo di una maggiore sicurezza”.

Bene, bellissime parole, si parole, perchè la realtà dei fatti è chè esiste uno stato, che per costituzione tutela il lavoro ma che in realtà offre pochissimi mezzi, del tutto farraginosi, per risolvere il problema a monte.

Ci vorrebbe una campagna epocale di interventi fin dal principio. Educare i ragazzi fin da quando sono piccoli ai precetti universali della salute e sicurezza. Aiutare finanziariamente e tecnicamente le aziende, specie quelle microimprese che non ce la fanno, a dotarsi di tutti i mezzi per fare un lavoro nella massima sicurezza e senza che questo venga percepito come un peso.

Invece ancora stiamo qui a piangere giornalmente, la perdita dei nostri cari, che rischiano la vita, per portare a casa un pezzo di pane e dignità.

Nel video precedente c’è capitan Uncino, e mi ha fatto venire in mente una frase della famosa canzone di Bennato, il Rock del capitan Uncino che cita :”…Per smuovere la gente, non bastano i discorsi, ci vogliono le bombe!”

Chiudo con un anelito di speranza Leopardiana, questa potrebbe essere l’occasione per poter far crescere “la Ginestra” sulle nostre coscenze ed essere consapevoli dell’immane spreco che perpetuiamo ogni giorno.

Grazie per l’attenzione.

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